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Updated on Ottobre 3, 2016
E’ il momento di capire qualcosa in più sulla baia di Ieranto!!
E’ tempo di andare a Ieranto, passeggiare nella baia, concentrarsi sui dettagli, incontrare salvatore, nuotare… Quindi Domenico Francesco e Macchia (il piccolo cagnolino di Francesco), Elza REadek e io (Nuria) siamo andati a Ieranto per il pomeriggio. Durante la passeggiata Domenico ci ha chiesto di porre attenzione sui dettagli, cercando 10 differenti elementi sui quali discutere e saperne di più in seguito… Durante la passeggiata sia Domenico che Francesco ci hanno spiegato molte cose sulle montagne, sul modo di vivere della zona in passato, agricoltura, fossili, suolo… Sul sentiero abbiamo trovato tanti segnali che ci hanno dato informazioni su la vita dell’uomo del passato, su come si usava la montagna e il mare, un modo di vivere alquanto obsoleto.
Attualmente la Baia di Ieranto è un posto veramente speciale. Nonostante sia una ben conosciuta destinazione turistica, questa baia conserva il fascino del passato; non ci sono costruzioni eccetto alcune case antiche, e la gente può godere della natura.
Ponendo l’attenzione sulla flora sembra che alcune piante non vogliano essere sveglie nel periodo più turistico dell’anno, scegliendo di perdere le foglie durante l’estate quando il clima è estremamente caldo, e tornare a germogliare a settembre quando le persone tornano a casa riprendendo le abitudine giornaliere.
Il suolo carbonatico porta alla formazione di molte grotte, erose anche dal mare e dal vento. Questo suolo conserva acqua che viene poi usata da tanti microorganismi per sopravvivere.
Una targa attaccata ad un antico cancello ci ricorda che in questo posto Norman Douglas iniziò a scrivere il libro Siren Land nel 1908, che descrive questo piccolo angolo di mondo.
Camminando verso l’interno della Baia ci fermiamo prima da Salvatore – un pirata che passa il suo tempo in un posto meraviglioso con una stupenda vista su tutta la Baia, con Capri all’orizzonte. Sembra molto amichevole e ci offre acqua fresca proveniente da una piccola cisterna posta sotto casa.
Finalmente raggiungiamo la spiaggia per il nostro snorkeling. Prima di espliorare il mare Domenico e Francesco trovano alcune strane cose sulla battigia: sono uova di una lumaca pelagica (Janthina exigua) che sono per noi una bella sorpresa ed è qualcosa di veramente nuovo per tutti.
Andiamo tutti in mare per avere una migliore vista sulla vita marina che vive in questo straordinario luogo. Subito incontriamo medusae, murene e altri pesci, la posidonia, stelle marine, ctenofori, anemoni, bivalvi, policheti… un altro mondo si trova sott’acqua e guardando tutte queste creature mi torna in mente una grande frase: “non importa quanto cammini o quanto in alto puoi andare, se vuoi vedere più del 70% del mondo, devi dare un occhio sott’acqua”.
Dopo un paio di ore siamo ritornati, un po’ più stanchi ma con la conoscenza di molte cose che questa parte di Italia ci sta mostrando.
Prima di arrivare a Nerano, Salvatore ci ha offerto un po’ di caffè e tanti sorrisi che ci hanno dato la forza per risalire. Una volta arrivati a Nerano siamo andati al Bar di Franco per parlare di tutte gli elementi da noi individuati durante la giornata.
Radek, Elza e io abbiamo posto domande su piante, frutti, animali, segnali dell’uomo… alle quali Domenico ci ha risposto. Con tante informazioni in più siamo potuti finalmente tornare a casa dopo un giorno davvero bello, e la felicità di essere in un così magnifico posto sapendo che abbiamo l’opportunità di esplorarlo ancora nei mesi a venire.
Updated on Ottobre 7, 2016
La prima escursione
Lunedì abbiamo iniziato a studiare italiano e per la maggior parte della settimana la sveglia suona alle 7.30 di mattina (almeno per me funziona più come un cadere dal letto e provare ad essere pronti in 10 minuti) ma questa settimana abbiamo avuto la possibilità di andare a fare una escursione per conoscere il territorio in cui siamo immersi e sentirci in contatto con la natura.
Ed ecco che giovedì abbiamo incontrato Domenico a Sorrento e insieme siamo andati a Termini dove abbiamo incontrato francesco – un biologo marino e una guida del progetto MARE. Prima di salire verso la montagna ci siamo fermati ad un caseificio locale dove abbiamo assistito al processo di produzione della mozzarella e abbiamo anche potuto provarla! Senza dubbio la miglior mozzarella che abbia mai mangiato. Poi abbiamo consumato il nostro pranzo sul Monte San Costanzo, a pochi metri da una chiesa con una incredibile vista sulla nostra area protetta.
Dopo il pranzo siamo andati verso la zona sud della montagna e Domenico ci ha mostrato la baia di Ieranto dall’alto. Il nostro obiettivo era quello di trovare il modo per stare più in contatto con la natura, quindi abbiamo speso tempo a capire quale parte della penisona è naturale e quale è stata trasformata dall’uomo. Sapevo che questa non era l’unica cosa pianificata da Domenico e avevo ragione. Dopo pochi minuti spesi ad osservare quanto era bello il tutto, Domenico ci ha dato un compito: disegnare la Baia di Ieranto. Qualcosa che non so fare bene, ma pian piano riesco a notare che la dolce vita, la tranquillità e la calma sta realmente cambiando qualcosa di me. Mi sento più rilassata nel provare nuove esperienze,. E quindi tutti noi abbiamo trovato un posto per dipingere, ed io, la tipica Elza, ho scelto il posto più pericolosa e a picco per allontanarmi dal resto del gruppo e passare un’ora a dipingere e notare i dettagli del paesaggio.
Dopo di ciò siamo andati verso l’altro lato della montagna e abbiamo dato un’occhiata alle differenze tra un lato e l’altro della costa. Camminare su questi sentieri sembra proprio surreale: i percorsi sono incredibilmente scoscesi e tutto il tempo puoi vedere il mix di blu turchese e di fiori selvaggi, e tutto è davvero incantevole.
Dopo la passeggiata Domenico e Francesco ci hanno accompagnato in un bar davvero speciale, che ha cambiato la mia idea di vita felice.
Siamo entrati nel cosiddetto Bar di Franco e la prima cosa che ho notato sono i disegni di questo uomo anziano. Poi inizi pian piano a notare qualcosa di diverso: bottiglie di plastica, disegni di Monna Lisa, tubi di maschere, foto del papa, disegni di angeli, il tutto circondato da bottiglie di plastica. E alla fine bottiglie di birra e limoncello, pasticcini, lecca lecca, shampoo e tutto quello che si puo immaginare, e tutto così bizzarro e incredibile e quando il vecchio barista inizia a parlare il tutto è ancora più incredibile.
C’è una storia per ogni pezzo da lui prodotto, che lui non vende perché non li realizza per soldi. Le sue opere riflettono l’inquinamento del mare, il razzismo e tanti altri problemi. Siamo stati lì per 5 minuti o forse per 1 ora (è impossibile considerare il tempo quando entri nel bar, sembra che scompaia questa dimensione) parlando con questo uomo affascinante. All’improvviso ho sentito Domenico tirare la mia borsa per farmi uscire, dicendo che era meglio andar via dato che era quasi sera. Quindi siamo partiti e ho sentito di aver imparato tanto da questa giornata, e soprattutto che sono nel posto giusto. Quindi siamo tornati a Massa Lubrense giusto per beccare l’ultimo barlume di tramonto, portandoci con noi la più bella stanchezza degli ultimi anni.
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Updated on Ottobre 3, 2016
Caro amico, ecco le mie prime impressioni del project MARE (Elza – Radek – Nuria)
Cara Baiba,
alla partenza ho sentito dentro di me un qualcosa tra l’ adrenalina e il forte eccitamento per essere la prima volta in una nazione diversa. I miei amici dicevano che mi sarei sentita stressata, in realtà quello che sento è un misto tra l’eccitazione e la certezza di aver preso la decisione giusta nel lasciare la mia casa e andare a vivere per nove mesi in un paese diverso.
Salgo sul treno felice e orgogliosa di me stessa di non averlo perso o meglio di non aver perso un treno. Arrivo a Napoli, con 20 minuti di ritardo rispetto al previsto, mi alzo dal sediolino e come uno schiaffo in faccia – vivo uno shock culturale!
Un traffico confusionario, tanto rumore, e tante urla, mi guardo intorno, ma non riesco a trovare la persona che avrei dovuto incontrare, Domenico, e per un momento mi sono sentita un pò ansiosa. Dopo pochi minuti incrocio lo sguardo di un ragazzo con un ampio sorriso che stava venendo verso me, immediatamente lo riconosco – è lui, Domenico insieme alla moglie e alla figlia. Sono talmente gentili, che in un attimo scompare tutto lo stress precedente.
Era troppo tardi per raggiungere la casa dove avrei vissuto la mia esperienza di volontaria, così sono rimasta a casa di Domenico e Alba. Ceniamo con pizza e birra italiana, molto meglio di quanto i miei amici mi avevano detto. Più tardi vado a letto stanca del viaggio e in cinque minuti mi addormento.
Il giorno dopo, andiamo per supermercati a comprare cose per arredare la nostra casa, (mi avevano detto che la casa dove avrei abitato era vicina al mare, da quel momento non riuscivo a contenere l’attesa di vederla). Dopo aver comprato le cose finalmente ci dirigiamo verso casa, appena la vedo mi viene naturale dire è bellissima! Vado dentro è scopro che è tutta bianca e blu, penso: è così esotico! Poi Domenico, Alba ed io, passiamo un po’ di tempo a mettere in ordine la casa, ogni tanto li guardavo e pensavo dentro di me come sono belli e rilassati, bella gente che mi ha fatto sentire subito a mio agio, anche se li conosco solo da poche ore. Sono stata la prima volontaria ad arrivare e per due giorni rimango sola in casa. E come una persona in attesa, cammino, guardo il mare, il tramonto, le stelle e penso che ora sono in Italia, non sono una turista, ma parte di questa nazione.
Trascorro questi due giorni guardando ogni cosa. Il mare, i giardini con le colture di ulivi e alberi di limoni, tutte le casette, anche quelle più su, in collina. Cammino a piedi, alla scoperte di nuove strade e talvolta mi imbatto in sentieri. Qui si puo’ veramente sentire il trascorrere del tempo e anche i muscoli delle gambe dolenti per aver percorso strade ripide. Dopo aver camminato solo cinque minuti, mi rendo conto che forse non avrei dovuto dire che sono un buon scalatore, dal momento che vivo appena in collina a Riga. Ma hey, forse questo è l’allenamento che mi servirà per lungo tempo. In serata avrei incontrato Radek. Non mi aspetto nulla, sapevo soltanto che è della Repubblica Ceca.
Poi improvvisamente attraverso la porta intravedo questa barba, che introduce un ragazzo alto e dal suo volto si scorge un non so che di avventuroso. È stato facile la conoscenza infatti abbiamo parlato fino alle 2 del mattino. Il giorno dopo è stato il nostro primo giorno di corso di lingua italiana, che frequento senza capire nulla, ma l’insegnante è veramente una bella donna e poi c’è anche un professore, quasi un ragazzo, molto attivo e divertente, sono i migliori che io abbia mai incontrato.
Dopo la nostra lezione, con Radek camminiamo per Sorrento, continuiamo a conoscerci e farci risate, poi torniamo a casa, e vediamo la porta aperta e sentiamo la musica. Radek grida Nuriaaaaaa, e un minuto dopo continua dicendo a gran voce la volontaria spagnola! Una ragazza con la pelle abbronzata, un bel sorriso e i capelli bagnati, che esce dal bagno e ci saluta con ciao, io sono Nuria.
Gli ultimi giorni sono stati per me un’interessante esperienza. Ho dovuto superare me stessa a piccoli passi, che a poco a poco mi hanno fatto diventare più grande. E’ stato interessante, e in altri momenti terrificante, divertente, triste e eccitante essere qui da una settimana, ma questo è solo l’inizio.
Ho iniziato questa lettera dopo aver provato la mia prima frase italiana “Ciao, vorrei una birra per favore” nel bar di Angelo, a circa 15 passi dalla nostra casa, mentre finisco la cucina e Radek si sta lavando i denti per poi andare a letto per riposare il più possibile perchè domani ci accingiamo a fare la nostra prima escursione e non so cosa aspettarmi, ma sono entusiasta di scoprire cose nuove. Naturalmente mi aspetto che non tutto sarà facile e questa è una cosa di cui io e Nuria abbiamo parlato sorseggiando un drink, ma abbiamo entrambe concordato che vogliamo vivere questo progetto fino in fondo e godere del tempo che stiamo in questo bellissimo posto per 9 mesi prima di ritornare a casa.
Ciao, tua Elza
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Mia cara Anna,
ho viaggiato per 12 ore e finalmente sono qui, 1600km lontano dalla mia casa. Sono arrivato alle 9 di sera di sabato 10 aprile e il mio coordinatore di progetto Domenico, con la sua compagna Alba mi sono venuti a prendere a Sorrento e mi hanno accompagnato a Marina della Lobra, che è una frazione di Massa Lubrense. Elza, la volontaria lettone, mi ha dato il benvenuto. Nuria, la ragazza spagnola, arriverà solamente il giorno dopo.
La prima notte è stata inaspettatamente fredda. Viviamo in una piccola casa sul mare. Il programma delle prossime settimane è semplice: ogni giorno andiamo su a Massa Lubrense centro e raggiungiamo la scuola di italiano (con l’autobus oppure con l’autostop) che si trova a Sorrento. Dopo pranzo abbiamo tempo di esplorare la penisola. Qual è il nostro lavoro? I prossimi 9 mesi avremo a che fare con la biologia marina, l’ecologia e la protezione della biodiversità, prendendo a cura 40 km di costa. Stiamo trascorrendo bei momenti anche perché la gente del posto è gentile e cordiale. Aspetto impazientemente la prima passeggiata di giovedì e il primo snorkeling di sabato. Qui e ora tutti dobbiamo accettare che spenderemo qui quasi un anno della nostra vita.
Ti saluto con affetto,
Radek
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Cara Olga,
Sono arrivata a Sorrento con un giorno di ritardo. Il mio aereo per Roma ha ritardato per
molto tempo e così ho perso il treno che collega Roma con Napoli. Per questo motivo ho passato la notte a Roma e finalmente dopo aver preso 2 treni, sono arrivata a Sorrento dove Domenico mi aspettava. E’ stato bello incontrarlo di persona dopo averlo contattato tanto tempo fa, finalmente sono qui in Italia con lui.
Mi ha accompagnato alla mia nuova casa a Massa Lubrense. La strada per arrivare lì è molto bella, Sorrento ha troppi palazzi, mentre su questa strada si vendono tante aree verdi e molti alberi di limone e di olivo. Massa Lubrense sembra molto calma, bella e completamente integrata con il mare, cosa che mi piace molto.
Domenico mi ha mostrato la mia nuova casa e io non ci potevo credere. Mi piace da morire, la casa è praticamente sul mare, puoi vedere il mare da tutte le finestre e il terrazzo è fantastico, con una incredibile vista, non potrei essere più felice.
Abbiamo iniziato a parlare del progetto per conoscere un po’ in più di questa nuova esperienza e in quel momento ho visto alcune pinne dalla mia casa. Incredibile: era un grande gruppo di delfini!!! Penso che questo sia stato il più bel benvenuto che potessi avere, Vorrei condividere questo posto con la mia famiglia e gli amici.
I miei compagni di casa non erano in casa, ma a seguire il corso di italiano, e io ho perso la prima giornata di corso. Ho aperto la valigia emesso alcune delle mie cose nella stanza che dovrò condividere con Elza. Mentre facevo la doccia i miei compagni sono tornati a casa. Come immaginavo tutti noi abbiamo differenti backgrounds, culture e lingua… e sarà interessante conoscere qualcosa in più di loro e condividere questa esperienza.
Il giorno dopo ho iniziato il corso di italiano, mi piace, gli insegnanti sono divertenti e mi piace il loro modo di insegnare. Ho molte cose da imparare e penso che ce la posso fare: per me è più semplice rispetto ai miei compagni dato che sono spagnola. Durante quel pomeriggio ho camminato in giro per il paese e ho pensato che potrò stare davvero bene qui, di sicuro mi piacerebbe conoscere nuove persone, conoscere più da vicino gli usi e i costumi locali, capire meglio il project MARE….ma la prima impressione è stata molto buona.
Non vedo l’ora di fare nuove cose.
Ti saluto con affetto,
tua Nuria
Updated on Aprile 18, 2016
SI (ri)PARTE !! benvenuti volontari
Siamo all’alba del nuovo project M.A.R.E., la quarta edizione.
Ogni anno c’è qualcosa che cambia: la casa, le attività, il furgone, ma soprattutto i volontari!!!
Quest’anno ne ospiteremo 4, di cui 3 sono già arrivati. Siamo in attesa dell’ultimo, Akrem dalla Tunisia, che è in ritardo per via del Visto. L’anno scorso ci sono voluti 12 giorni per ottenere questo documento a favore della nostra prima volontaria di un altro continente, mentre ora ci vorrà più di un mese, segno che il terrorismo ha i suoi effetti: incutere paura! No problem, aspettiamo con ansia il rilascio del visto per Akrem, sicuri che 1 mese in meno su 9 non sarà un grosso problema ne per noi, ne per lui, anzi aumenterà la voglia e l’energia di tutti ;). Ecco una prima nota su di loro:
ELZA è una giovane ragazza lettone, arrivata per prima presso il project M.A.R.E., impegnata nel campo della realizzazione di video, cammina sempre con una macchina fotografica in mano, sembra essere un animale notturno, e penso che il suo rapporto con il mare sia poco approfondito, per cui avrà occasione durante questo progetto di scoprire un mondo a lei quasi sconosciuto, e ci aiuterà a promuovere le nostre attività con la sua abilità a documentare gli eventi e i momenti del nostro progetto.
RADEK è anche lui fotografo, musicista, viene dalla Repubblica Ceca e studia scienze politiche, mi sembra una persona i cui interessi spaziano in diversi campi, e spero che riusciremo a concentrarci sull’elemento MARE per i prossimi mesi! Alto 1 metro e novanta, Radek già pronuncia le sue prime parole in italiano, anche se le sue infinite domande – insieme alle buffe storie che racconta – per ora sono solamente in inglese.
NURIA è la nostra biologa marina, di origine spagnola, ha avuto tante esperienze nel campo della conservazione della natura in varie parti del mondo: è appena tornata da una campagna di avvistamento cetacei e tartarughe in Messico. E manco a farlo apposta appena varcata la soglia di casa, la nuova casa del M.A.R.E., un gruppo di delfini è venuto a salutarla, affacciandosi nella baia di Marina della Lobra!!
LA PRIMA SETTIMANA
A breve pubblicheremo le prime impressioni dei volontari, che attualmente sono stati immersi nella cultura italiana con un corso intensivo di lingua che li impegna per 20 ore a settimana.
Il resto del tempo lo passeranno a conoscere il territorio, scoprire le bellezze naturalistiche della Penisola, conoscere la cultura italiana dal vivo, e le attività del parco con sessioni teoriche e pratiche nella nuova sede del Torrione.
Ed ecco una piccola photogallery per la scoperta delle prime attività svolte:
1. Disegno naturalistico per scoprire la Baia di Ieranto dalla cresta del Monte San Costanzo
2. Giornata di studio sulla biodiversità dell’AMP Punta Campanella con lezione e snorkeling
Le prime attività si sono svolte con allegria, interesse e voglia di conoscere quello che il project M.A.R.E. propone. Il gruppo mi sembra già ben affiatato e i diversi colori, uniti alle migliaia di esperienze che ognuno di questi 3 splendidi ragazzi ha fatto, arricchirà di linfa vitale la nostra vita, come sempre!
Benvenuti ragazzi
Updated on Novembre 20, 2020
La Storia Infinita del Project M.A.R.E.
Siamo all’alba della 4° edizione del project MARE. Ad aprile ospiteremo altri 4 volontari nuovi di zecca, che ancora non immaginano quanto questo progetto stravolgerà la loro vita e la percezione della natura e del mare.
Ma prima di iniziare un nuovo giro di giostra, vale la pena prendere in considerazione qualcosa che è nata negli ultimi anni di progetto: la MARElini community, un prodotto inaspettato, una conseguenza non pianificata e molto interessante, che per essere reale e tangibile deve avere un nome: io propongo M.A.R.E. NE.ST.
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MARElini Community
MARE NeSt sta per: M.A.R.E. Neverending Story – la Storia Infinita del project MARE, proprio come quel magnifico libro scritto da Michael Ende (qui il film in italiano e la canzone di Limahl) ovvero una storia che non finirà mai! I legami nati tra la comunità dei MARElini in questi anni trascorsi insieme, anche in modo trasversale con diverse generazioni di volontari che si incontrano e scambiano esperienze ed energie – spesso al di fuori dell’Italia – sono indissolubili. Abbiamo condiviso tante esperienze insieme e continueremo a farlo: è questo quello che ci unisce. L’amore per la natura, l’amore per l’essere umano,
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la voglia di “sentirsi partecipi” e di affrontare nuove sfide, il desiderio di comunicare con diversi linguaggi, di saltare in culture lontane, di stranirsi nel provare sapori diversi, di conoscere tanti paesi senza metterci piede ma guardando negli occhi neri, marroni, verdi e azzurri delle persone che mettono piede qui, nel magnifico scenario della Penisola Sorrentina, con la voglia di riscattare il senso “dell’essere giovani” (considerati come una categoria debole in Italia e in Europa) e “il senso del ritorno alla natura” (anche questa considerata come debole, affaticata, quasi sconfitta dalla forza dell’uomo – cosa che noi sappiamo non esser vera, e ogni volta andiamo alla ricerca dell’opposto camminando lungo i sentieri della Baia di Ieranto, massima espressione in zona della forza della natura).
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marelini 2015
Il NIDO-COVO-CULLA-RIFUGIO
MARE NEST sta anche per il nido, la culla, il covo, il rifugio. Penso al progetto come un trampolino di lancio per mettere alla prova se stessi. E torno indietro alla mia internship presso l’AMP Punta Campanella, datata 2003, una gran bella esperienza durante la quale misi a confronto la teoria con la pratica, quello che c’era scritto sui libri dell’Università con quello che la realtà ti propone, quello che erano i miei ideali ambientalisti con il lavoro effettivo che un Ente di Tutela della Natura riesce a fare. Ricordo che prima di iniziare il tirocinio, mi ero ripromesso di vistare la Baia di Ieranto, luogo mitologico ma a me sconosciuto. Non potevo iniziare la mia esperienza di lavoro al Parco senza conoscerne l’anima. Era il 7 maggio 2003 e da allora la Baia di Ieranto è entrata nella mia vita e non ne è più uscita!! Ho avuto un’opportunità unica e il miglior modo di onorarla è quello di dare l’opportunità a tanti altri giovani di fare la mia stessa esperienza.
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Dove siamo ora noi MARElini?
Il project MARE è quindi un punto di partenza per riscoprirsi vivi e, una volta fatta l’esperienza, ripartire per nuove mete. Ecco la mappa di dove i MARElini sono migrati, sparpagliandosi in direzioni diverse alla ricerca di nuovi spunti, tutti con la stessa bandiera blu nel cuore e con i tentacoli al posto delle mani, sicuri di compiere la stessa migrazione al contrario, chi prima chi poi, verso quella mitica insenatura che si affaccia su Capri, ricca di natura e archeologia, e sede di un laboratorio permanente dove l’uomo cerca la natura e nuovi modi di interagire con essa.